← Tutte le storieFintech

Neobank europee: dalla crescita a tutti i costi alla redditività

Revolut, Monzo, N26 e Bunq hanno chiuso la fase di accumulo utenti. Ora la partita è sui margini, sul credito e sull'integrazione di nuovi servizi finanziari.

CV

Cristian Veronesi

4 Aprile 2026 · 5 min di lettura

Neobank europee: dalla crescita a tutti i costi alla redditività

Le neobank europee sono entrate in una fase nuova. Dopo dieci anni passati ad accumulare utenti con conti gratuiti e UX differenziali, i grandi nomi del settore — Revolut, Monzo, N26, Bunq — hanno ricominciato a misurarsi sul margine. Diversi tra loro hanno riportato l'utile negli ultimi esercizi, archiviando il modello di crescita pura.

Il driver del nuovo equilibrio è il credito. I bonifici istantanei e le carte prepagate generano ricavi sottili: i conti correnti veri, i prestiti personali, i mutui e gli investimenti sono ciò che separa una banca da una app di pagamenti. La licenza bancaria piena, ottenuta da Revolut nel Regno Unito nel 2024 dopo anni di attesa, è il passaporto per quella seconda metà del business model.

Resta aperto il capitolo regolamentare. Nel 2024 BaFin ha mantenuto sotto osservazione N26 per controlli antiriciclaggio, mentre la Banca d'Italia ha intensificato le ispezioni sulle filiali italiane delle neobank europee. Per i prossimi anni la concorrenza si giocherà tanto sui prodotti quanto sulla capacità di gestire la compliance senza spegnere la crescita.

Continua a leggere