Il venture capital sull'AI sta cambiando pelle. Dopo due anni di euforia sui seed e sulle Series A, i grandi fondi americani — da Sequoia ad Andreessen Horowitz, da Accel a Lightspeed — stanno raccogliendo nuovi veicoli con focus esplicito sul growth stage. La logica è semplice: i ticket da 100-300 milioni servono ora più dei seed da 5.
Il motivo è la maturità del segmento. Le startup AI con metriche di ricavo paragonabili al SaaS classico — agenti, coding, customer service, vertical AI — hanno bisogno di capitale per scalare GTM e infrastruttura, non più per validare il prodotto. Anthropic, OpenAI, Mistral, Cursor e Sierra hanno alzato la barra su valutazioni e dimensione dei round.
La conseguenza per i fondatori europei è duplice. Da un lato, il capitale late-stage continua a essere prevalentemente americano, con poche eccezioni come Index, Atomico e EQT Ventures. Dall'altro, l'eccesso di capitale sui round growth comprime i multipli di uscita: per i Limited Partner, il rendimento dovrà arrivare più dalla qualità del picking che dall'effetto categoria.