La grande stagione delle promesse sul trasporto del futuro si è chiusa con un bilancio severo. Hyperloop One — la più finanziata tra le startup nate dall'idea originale di Elon Musk — ha cessato le operazioni alla fine del 2023 dopo aver bruciato oltre 450 milioni di dollari. Virgin si era già ritirata dal progetto, e il consorzio europeo Hardt continua a lavorare nei Paesi Bassi ma con ambizioni molto ridimensionate.
Sul fronte eVTOL la selezione è stata anche più dura: Lilium e Volocopter, le due scaleup tedesche di riferimento, hanno avviato procedure di insolvenza tra fine 2024 e inizio 2025. Restano in pista Joby e Archer negli Stati Uniti, sostenuti rispettivamente da Toyota e dall'asse Stellantis-United Airlines, ma il modello che si afferma è quello di air taxi su rotte aeroportuali, non la mobilità urbana di massa.
I capitali si stanno spostando dove l'incertezza tecnologica è minore: alta velocità ferroviaria privata (Brightline negli Stati Uniti, Italo in Europa), mobilità autonoma su strada (Waymo) e infrastrutture per la ricarica EV. Il trasporto sottovuoto, per ora, resta una promessa rinviata.