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Mobilità del futuro: cosa è rimasto dopo l'illusione Hyperloop

Trasporto sottovuoto, eVTOL, alta velocità: dove i capitali continuano ad arrivare e dove si stanno ritirando dopo cinque anni di selezione.

CV

Cristian Veronesi

5 Aprile 2026 · 5 min di lettura

Mobilità del futuro: cosa è rimasto dopo l'illusione Hyperloop

La grande stagione delle promesse sul trasporto del futuro si è chiusa con un bilancio severo. Hyperloop One — la più finanziata tra le startup nate dall'idea originale di Elon Musk — ha cessato le operazioni alla fine del 2023 dopo aver bruciato oltre 450 milioni di dollari. Virgin si era già ritirata dal progetto, e il consorzio europeo Hardt continua a lavorare nei Paesi Bassi ma con ambizioni molto ridimensionate.

Sul fronte eVTOL la selezione è stata anche più dura: Lilium e Volocopter, le due scaleup tedesche di riferimento, hanno avviato procedure di insolvenza tra fine 2024 e inizio 2025. Restano in pista Joby e Archer negli Stati Uniti, sostenuti rispettivamente da Toyota e dall'asse Stellantis-United Airlines, ma il modello che si afferma è quello di air taxi su rotte aeroportuali, non la mobilità urbana di massa.

I capitali si stanno spostando dove l'incertezza tecnologica è minore: alta velocità ferroviaria privata (Brightline negli Stati Uniti, Italo in Europa), mobilità autonoma su strada (Waymo) e infrastrutture per la ricarica EV. Il trasporto sottovuoto, per ora, resta una promessa rinviata.

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