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Apicoltura digitale: sensori, AI e la corsa a salvare gli impollinatori

Da BeeHero a 3Bee, le startup portano l'IoT nelle arnie per monitorare la salute degli alveari. Mercato sottile ma in crescita rapida.

CZ

Caterina Zhao

25 Aprile 2026 · 5 min di lettura

Apicoltura digitale: sensori, AI e la corsa a salvare gli impollinatori

Il declino degli impollinatori è uno dei rischi sistemici più seri per l'agricoltura. Sull'urgenza si è strutturato un piccolo ecosistema di startup di apicoltura di precisione. L'israeliana BeeHero, fondata da Omer Davidi, ha raccolto oltre 60 milioni di dollari per i propri sensori di temperatura e suono installati negli alveari.

L'italiana 3Bee, fondata in Brianza da Niccolò Calandri e Riccardo Balzaretti, combina hardware nelle arnie e una piattaforma per aziende che vogliono finanziare progetti di biodiversità. Tra i clienti, gruppi come Mediolanum e diversi marchi food.

Il modello di ricavi si poggia su due gambe: vendita di hardware e abbonamento agli apicoltori, e contratti corporate sulla rendicontazione di impatto. Per le aziende è una via concreta per rendicontare obblighi ESG e biodiversità.

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