Il 2024 era stato definito 'l'anno delle elezioni AI', con metà della popolazione mondiale chiamata alle urne. I casi documentati di deepfake — dalla robocall che imitava la voce di Joe Biden in New Hampshire ai video manipolati durante le elezioni indiane e indonesiane — non hanno ribaltato esiti elettorali, ma hanno fatto scuola.
L'analisi post-voto del Reuters Institute e di organizzazioni come AI Forensics indica un effetto più sottile: l'erosione della fiducia nei media autentici, con il fenomeno del 'liar's dividend' che permette a politici di liquidare contenuti veri come falsi generati dall'AI.
Le piattaforme hanno risposto con etichette di provenienza (C2PA, watermarking) e accordi inter-industry come il Tech Accord di Monaco. Ma la rincorsa tra rilevatori e generatori resta strutturalmente sfavorevole alla difesa.