Greentech: Northvolt, Energy Dome e lo storage che salverà le rinnovabili
Mentre il fotovoltaico cresce a doppia cifra, i sistemi di accumulo trasformano l'economia delle utility.
Caterina Zhao
21 Aprile 2026 · 5 min di lettura
Mentre il fotovoltaico cresce a doppia cifra, i sistemi di accumulo trasformano l'economia delle utility.
Caterina Zhao
21 Aprile 2026 · 5 min di lettura

L'esplosione del fotovoltaico ha generato un effetto collaterale: l'eccesso di energia nelle ore centrali. La risposta arriva dai sistemi di accumulo su scala industriale. Nonostante le difficoltà finanziarie del 2024, la svedese Northvolt resta il riferimento europeo per le batterie LFP da rete.
L'italiana Energy Dome, fondata a Milano, ha brevettato la CO2 Battery: un sistema di accumulo a lunga durata basato sull'anidride carbonica liquida, con il primo impianto commerciale in Sardegna e accordi con Ørsted ed Edison. Crescono anche Form Energy negli USA, sulle batterie ferro-aria, e la tedesca Sunfire sull'idrogeno.
Il modello di business si sposta dalla vendita di energia al servizio di flessibilità: una transizione che ridisegnerà il ruolo delle utility europee.

Fondata da Claudio Spadacini, l'azienda di Milano ha attivato il primo impianto commerciale in Sardegna. Accordi con Ørsted, Edison e A2A.

Diversi grandi progetti annunciati nel 2022-2023 sono stati cancellati o ridimensionati. Restano i casi solidi di Sunfire, Nel e ITM Power.

L'impianto Mammoth in Islanda è operativo. Ma i costi per tonnellata restano lontani dalla parità con i crediti volontari di mercato.